“La nostra cittadinanza è nei cieli, da dove aspettiamo anche il Salvatore, Gesù Cristo, il Signore” (Filippesi 3:20).
Viviamo in un mondo segnato dalla fragilità. Con il passare degli anni il corpo si indebolisce, le forze diminuiscono e la realtà della morte diventa sempre più evidente.
Per il credente, però, il futuro non è definito dal decadimento, ma dalla speranza.
L’apostolo Paolo ricorda ai cristiani che la loro vera cittadinanza è nei cieli. Per questo vivono nell’attesa del ritorno di Gesù Cristo.
La cittadinanza dei veri cristiani è nei cieli da dove aspettano impazientemente il ritorno di Gesù!
La cittadinanza dei veri cristiani è nei cieli da dove aspettano impazientemente il ritorno di Gesù!
Il Signore che un giorno è venuto nel mondo per salvare i peccatori ritornerà nella pienezza della Sua gloria.
Egli è il Salvatore che ci ha redenti e il Signore che governa ogni cosa.
Per questo l’attesa cristiana non è paura del futuro, ma fiduciosa aspettativa.
La nostra speranza non è fondata sulle circostanze presenti, ma sulla promessa del ritorno di Cristo.
Paolo ci ricorda anche che il nostro corpo attuale, segnato da debolezza e sofferenza, non sarà la nostra condizione definitiva.
Gesù trasformerà il corpo della nostra umiliazione rendendolo conforme al Suo corpo glorioso.
La malattia, il dolore, l’invecchiamento e perfino la morte non avranno l’ultima parola.
Il migliore dei giorni del credente non è alle sue spalle, ma davanti a lui.
Per questo possiamo perseverare con gioia, sapendo che il Signore completerà l’opera che ha iniziato.
Per riflettere
Il tuo cuore è più attaccato alle cose di questa terra oppure stai vivendo nell’attesa del ritorno di Gesù Cristo?
Approfondimento
Questa meditazione nasce dalla predicazione su Filippesi 3:20-21 pubblicata su PredicheOnline.it.
Clicca qui sotto per leggere lo studio completo su PredicheOnline.it:
https://www.predicheonline.it/2022/06/filippesi-320-21-lattesa-del-ritorno-di.html
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