“Chi crede in me, anche se muore, vivrà.“
Giovanni 11:25
La morte è una realtà che tutti dobbiamo affrontare. Nessuno può evitarla e nessuno può vincerla con le proprie forze.
Per questo le parole di Gesù sorprendono ancora oggi:
“Chi crede in me, anche se muore, vivrà.”
Gesù non nega la realtà della morte. Non dice che i Suoi discepoli non soffriranno, non piangeranno e non attraverseranno la tomba.
Dice qualcosa di più grande.
La morte non avrà l’ultima parola.
Per chi crede in Cristo, la morte è un nemico sconfitto.
- Può colpire il corpo, ma non può spegnere la vita che Gesù dona.
- Può abbattere il credente, ma non può trattenerlo per sempre.
Quando Gesù risuscitò Lazzaro dimostrò concretamente ciò che aveva appena dichiarato: Egli è il Signore della vita e ha potere sulla morte.
Per questo il cristiano può guardare oltre la tomba con speranza.
La morte è reale, ma il potere di Cristo è più grande.
La tomba segna un limite umano, non un limite al potere di Gesù.
Un giorno il Signore chiamerà i Suoi e la morte stessa sarà definitivamente sconfitta.
Per riflettere
La tua speranza è fondata sulle circostanze presenti o sulla promessa di Cristo che ha vinto la morte?
Approfondimento
Questa meditazione nasce dallo studio su Giovanni 11:25-26 pubblicato su PredicheOnline.it.
Clicca qui sotto per leggere lo studio completo:
http://www.predicheonline.it/2019/08/giovanni-1125-26-gesu-e-la-resurrezione.html
Rispondi