“Io sono la vera vite e il Padre mio è il vignaiuolo” (Giovanni 15:1).

Con questa immagine Gesù rivela il rapporto vitale che esiste tra Lui e i Suoi discepoli.

Nell’Antico Testamento Israele era stato spesso paragonato a una vite piantata da Dio. Tuttavia, invece di portare il frutto che il Signore si aspettava, la nazione aveva mostrato ripetutamente la propria infedeltà.

Per questo Gesù afferma:

“Io sono la vera vite.”

Egli è la vite autentica, perfetta e fedele che compie pienamente la volontà del Padre.

Ma Gesù non si limita a parlare di sé stesso. Egli aggiunge:

“Io sono la vite, voi siete i tralci” (Giovanni 15:5).

L’immagine è semplice ma profonda.

Allo stesso modo, il credente dipende interamente da Cristo.

Per questo Gesù dichiara:

“Senza di me non potete far nulla” (Giovanni 15:5).

Un tralcio non possiede vita in sé stesso. Dipende completamente dalla vite per ricevere nutrimento, forza e capacità di portare frutto.

La vita cristiana non si fonda principalmente sullo sforzo umano, ma sulla comunione con Cristo. Quando rimaniamo uniti a Lui, il Signore opera in noi, ci trasforma e ci rende capaci di portare frutto per la gloria di Dio.

Più che fare grandi cose per Cristo, siamo chiamati a dimorare in Cristo.

Da questa comunione nascono l’obbedienza, la crescita spirituale, il carattere trasformato e tutto ciò che glorifica il Padre.

La vera fecondità non viene dalle nostre capacità, ma dalla vita che riceviamo dalla vera vite.

Per riflettere

Stai cercando di vivere la vita cristiana facendo affidamento sulle tue forze oppure stai dimorando ogni giorno in Cristo?

Approfondimento

Questa meditazione nasce dalla predicazione su Giovanni 15:1-8 pubblicata su PredicheOnline.it.

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